Maurizio Galluzzo: il professore 2.0

Maurizio Galluzzo, il professore che tutti gli studenti vorrebbero avere si è sottoposto alla nostra serie di domande.

Non sapete chi è Galluzzo?
Maurizio è un docente universitario che insegna quello che stiamo usando noi tutti i giorni , le tecniche digitali abbinate alle forme di comunicazione, mente attiva partecipa a diversi progetti... ma sentiamolo da lui:

- Maurizio, raccontaci chi sei e la tua professione.

Insegno all'università tecnologie digitali nelle diverse forme espressive ma sempre legate al mondo della comunicazione, della grafica e della simulazione.
Opero, come mi piace definire, nell'ambito della creatività digitale applicata.
Qualche mese fa ho lanciato il progetto “L'università che vorrei”.
Si tratta di un manifesto, ovvero un patto tra docenti e studenti per l'introduzione e l'utilizzo delle migliori tecniche e tecnologie per l'education.
Il tutto senza impattare sui difficili e spesso precari equilibri con l'università. Il progetto sta avendo grande diffusione,

- Ma da quanto tempo ti occupi di web?

Mi occupo di web dal 1993 e di informatica dal 1982. Ho iniziato molto giovane a occuparmi prima di elettronica digitale e poi come naturale conseguenza di informatica.
Il primo libro l'ho scritto a 17 anni ma all'epoca era facile.
Eravamo pochi ad occuparci di informatica e pertanto ci conoscevamo quasi tutti.
Ho vissuto tutte le trasformazioni e rivoluzioni delle nuove tecnologie, è stata un'esperienza esaltante.

- Quali sono le tue più grandi soddisfazioni in ambito lavorativo?

Le soddisfazioni migliori le ho dagli studenti al termine dei diversi percorsi formativi.
Verificare che il lavoro svolto produce ottimi risultati è davvero un momento importante.
Le materie che insegno sono comunque nell'ambito dell'interesse dei giovani anche se i giovani stessi tendono a leggerne solo la superficie.
Forse i più bei lavori li ho svolti in corsi all'estero. Ricordo quelli in Bosnia, subito dopo la fine della guerra, e in Slovacchia. Proprio in Slovacchia, a Kosice, al confine con l'Ucraina, siamo dovuti andare nella
sede delle poste per collegare l'università con la rete internet.
Non avevano grande dimestichezza con queste tecnologie e ricordo che eravamo in due a lavorare e una dozzina di persone intorno a guardare...



- Cosa ti piace del tuo lavoro?

Principalmente la possibilità di fare ricerca e di sperimentare.
Sperimentare nuove tecnologie ma anche nuove esperienze.
Mi piace ascoltare i racconti degli altri e imparare cose nuove.
Mi annoia ogni lavoro ripetitivo. Per fare un esempio ogni anno cambio oltre il 50% dei contenuti dei miei corsi, questo per adattarli alle più recenti innovazioni e per fornire sempre il massimo della qualità nella docenza.

- Hai mai pensato a condividere la tua conoscenza attraverso eventi o corsi?

Lo faccio quotidianamente, non solo attraverso seminari e percorsi di conoscenza all'università ma anche attraverso workshop, BarCamp o altre forme più o meno istituzionalizzate.

- Consiglieresti il tuo lavoro ad un giovane? Perché?

I consigli, ho imparato da tempo, a non darli.
In ogni caso i giovani devono scegliere un loro percorso dettato fondamentalmente dalla passione.
Senza dubbio il web è una delle aree di maggior interesse per un giovane perché può fondere creatività, fantasia, cultura. Le possibilità offerte dal nostro paese però in tal senso sono limitatissime e pertanto chi vuole crescere deve andare all'estero.

- Cosa farai da grande... quali sono le tue idee?

Sto lavorando su un progetto che riguarda un modo nuovo di sfruttare il mezzo televisivo e in particolare le iptv. E' un progetto ambizioso e di media durata che richiede uno sforzo di immaginazione non indifferente ma lo sforzo maggiore è nel convincere i partner di progetto su soluzioni mai sperimentate.

Saluti
Maurizio Galluzzo