Il posizionamento del tuo sito: SEO da evitare

Un settore delle mia attività con la quale mi trovo quotidianamente in prima linea è il posizionamento dei siti web all'interno delle serp di google.

In questi anni, nonostante non sia un esperto, ne ho viste di tutti i colori, molti tra i miei clienti sarebbe pronto a far carte false pur di veder salire il loro sito internet che fino a ieri faceva 5 visite al giorno..., ma attenzione però, sembra che google sia diventato capace di vedere, capire, pensare.

Questi accorgimenti sono già conosciuti dai webmaster professionisti o da esperti SEO perche stanno alla base di una corretta inidicizzazione...vediamo assieme quali sono le principali tecniche da evitare:

1) Il testo nascosto è un trucchetto molto vecchio usata per nascondere keywords nelle pagine, magari dello stesso colore dello sfondo o nei CSS, evitatelo, prima o poi google vi scopre e vi penalizza.

2) Keyword Stuffing , consiste nella ripetizione di una o piu parole chiave all'interno di un testo per cercare di risalire più posizione, appena google vi scopre si ha l'effetto contrario, si perdono posizioni. Non esiste un numero di ripetizione, esiste solo la stesura di testo con contenuto utile e rivolto ai visitatori.

3) Cloaking , con questa pratica vengono mostrati 2 contenuti, uno ottimizzato per i motori e l'altro per i visitatori, "bannamento" assicurato!

4) Link Farm , è quando un webmaster costruisce piccoli siti, magari composti di una sola pagina che hanno lo scopo di aumentare il link popularity in maniera scorretta.

5) Contenuti dupplicati , una tecnica molto usata e consiste nel prendere articoli da altri siti e copiare la parte iniziale del post seguito da un "continua a leggere" , nonostante google trovi il contenuto dupplicato , ciò non porta penalizzazioni ma rimane indifferente in quanto google preferisce notizie "fresche di giornata"... non è da evitare ma inutile!


Controllate il vostro sito e se presenta anche una sola di queste carattersistiche sbrigatevi a modificare la struttura... google non perdona!